Pagine Esteri – Le operazioni militari israeliane nella Striscia di Gaza continuano senza sosta e colpiscono anche i funerali. Almeno 14 palestinesi sono stati uccisi e altri 37 sono rimasti feriti da venerdì mattina nei bombardamenti israeliani, secondo quanto riferiscono fonti mediche locali. L’episodio più grave è avvenuto nel campo profughi di Nuseirat, nella Striscia centrale, dove un attacco ha colpito il corteo funebre di Taher Abdul Wahid, militante di Hamas ucciso poche ore prima, uccidendo otto persone.

Abdul Wahid era rimasto ucciso in un precedente bombardamento israeliano contro una caserma che ospitava sfollati nella zona di Al-Sawarha. L’attacco al funerale si inserisce in una serie di raid che hanno interessato diverse aree della Striscia. Questa mattina altri tre palestinesi sono stati uccisi nel quartiere di Zaitun, a Gaza City, mentre l’ospedale Al-Awda ha accolto quattro feriti dopo un bombardamento che ha colpito un gruppo di civili nei pressi della rotonda di Gharab.

Nelle prime ore di ieri un altro civile era stato ucciso quando aerei da guerra israeliani hanno bombardato un edificio in via Yarmouk, a Gaza City. A Beit Lahia, nel nord della Striscia, una donna è rimasta uccisa dopo che un drone israeliano ha sganciato una bomba nei pressi della scuola Abu Tamam. Più a sud, nella zona occidentale di Khan Yunis, una ragazza è rimasta ferita dal fuoco dell’esercito israeliano.

Secondo fonti palestinesi, da qualche tempo ai funerali nella Striscia parteciperebbero anche membri delle milizie palestinesi armate e sostenute da Israele, incaricate di raccogliere informazioni sui combattenti uccisi e di identificare dirigenti delle varie organizzazioni politiche e militarei presenti alle esequie. L’obiettivo sarebbe preparare successivi attacchi mirati.

Intanto l’esercito israeliano prosegue le demolizioni nell’area di Khan Yunis, nel sud della Striscia, per ampliare ulteriormente la cosiddetta “linea gialla”, la fascia di territorio sotto il controllo militare israeliano. Questa zona che ufficialmente copre il 53 per cento di Gaza, è stata già estesa da Israele fino al 60% e il premier Netanyahu ha ordinato di estenderla fino al 70%. Dall’entrata in vigore della tregua, lo scorso 11 ottobre, circa 1.200 palestinesi soono stati uccisi da attacchi israeliani. In larga maggioranza erano civili.

La violenza continua anche nella Cisgiordania occupata. Questa mattina è morto Fadi al Naasan, abitante del villaggio di Al Mughayer, ferito nelle scorse settimane durante un attacco condotto da coloni israeliani contro la comunità palestinese. Un video diffuso nei mesi scorsi mostrava Fadi mentre cercava di soccorrere Aws al Naasan sotto il fuoco delle forze israeliane e dei coloni. Entrambi erano stati colpiti in scontri successivi agli assalti contro il villaggio.

Con la morte di Fadi al Naasan salgono a quattro gli abitanti di Al Mughayer uccisi dall’inizio dell’anno, dopo Muhammad al Naasan, Aws al Naasan e Jihad Abu Naim. Il bilancio complessivo delle vittime palestinesi in Cisgiordania nel 2026 raggiunge così quota 77. Di queste, 18 sono state registrate nel governatorato di Ramallah e al-Bireh, dove è compreso Al Mughayer. Tra le vittime figura anche un uomo deceduto per un attacco cardiaco durante l’irruzione di coloni israeliani nel luogo in cui lavorava.