A seguito della visita alla prigione israeliana di Shikma da parte degli avvocati Hadeel Abu Salih e Lubna Tuma, il centro per i diritti umani Adalah lancia l’allarme sugli abusi psicologici e i maltrattamenti subiti dagli attivisti della Global Sumud Flotilla (Gsf) Thiago Ávila e Saif Abu Keshek. Entrambi sono in sciopero della fame (bevono solo acqua) per protestare contro il loro sequestro da parte della Marina israeliana avvenuto in acque internazionali, mentre erano impegnati in una missione umanitaria diretta a Gaza.
Thiago Ávila ha riferito di essere stato sottoposto a ripetuti interrogatori della durata di otto ore. Gli inquirenti, ha detto agli avvocati, lo hanno esplicitamente minacciato, affermando che sarebbe stato “ucciso” o avrebbe “trascorso 100 anni in prigione”. Entrambi gli attivisti sono detenuti in totale isolamento. Le loro celle sono tenute costantemente sotto una luce intensa 24 ore su 24, una pratica abituale del Servizio Penitenziario Israeliano (IPS) ideata per indurre privazione del sonno e disorientamento sensoriale. Inoltre, Thiago ha riferito di essere tenuto in una cella con temperature estremamente basse.
Entrambi sono bendati quando vengono spostati fuori dalle loro celle, anche durante le visite mediche. Adalah sottolinea che bendare un detenuto ammalato durante una visita medica è una grave violazione degli standard etici medici.
Gran parte dell’interrogatorio, hanno riferito i due attivisti, si è concentrato sulla Global Sumud Flotilla, una missione umanitaria pacifica, il che, sottolinea Adalah, conferma che la detenzione a cui sono sottoposti è un tentativo di criminalizzare gli aiuti umanitari e la solidarietà.
Gli avvocati di Adalah attendono di sapere se le autorità israeliane domani, martedì 5 maggio, richiederanno un ulteriore prolungamento della detenzione. Adalah chiede il loro rilascio immediato e incondizionato e la fine di questi procedimenti illegali.