Pagine Esteri – La Russia torna alle urne. Per tre giorni, fino a domani sera, milioni di cittadini saranno chiamati a scegliere i 450 deputati della Camera bassa del Parlamento. Per il Cremlino il voto parlamentare che si è aperto ieri assume un significato che va ben oltre la composizione della Duma. È la prima elezione parlamentare dall’inizio della guerra con l’Ucraina, nel febbraio 2022, e il risultato sarà un indicatore del consenso alla guerra e della linea politica di Vladimir Putin.
Il voto arriva in un momento nel quale il conflitto, entrato nel quinto anno, pesa sempre più sulla vita quotidiana dei cittadini. Gli attacchi con droni ucraini sul territorio della Federazione sono aumentati, colpendo anche infrastrutture energetiche e raffinerie e contribuendo alle difficoltà nell’approvvigionamento di carburante in alcune regioni. Le imprese devono inoltre fare i conti con gli attacchi ai magazzini, gli elevati tassi di interesse, la carenza di manodopera e le conseguenze delle sanzioni occidentali.
In questo quadro, il Cremlino presenta le elezioni come una dimostrazione di unità nazionale. Putin ha votato elettronicamente dal suo ufficio al Cremlino e ha legato esplicitamente la partecipazione elettorale alla guerra in Ucraina e alla necessità di mantenere compatta la società russa di fronte alle pressioni esterne. Particolare importanza perciò avranno la partecipazione alla consultazione elettorale ed eventuali segnali di stanchezza nei confronti della guerra.
Russia Unita, il partito che sostiene Putin, è destinata a conservare la propria posizione dominante nella Duma. L’opposizione non ha grandi possibilità dopo l’esclusione dal voto di Jabloko, il partito liberale che sostiene la necessità di un cessate il fuoco in Ucraina. Alcuni sondaggi indicano infatti che oltre il 60 per cento dei russi sarebbe favorevole alla ripresa dei negoziati di pace. Il dato, tuttavia, non coincide necessariamente con la disponibilità ad accettare le condizioni richieste dall’Ucraina o dall’Occidente. Il Cremlino insiste sulla necessità di una soluzione definitiva, respingendo l’ipotesi di un semplice cessate il fuoco.
I primi risultati parziali sono attesi domani sera, mentre quelli quasi completi dovrebbero arrivare lunedì.