Pagine Esteri – Più di mille manifestanti, al grido di “ICE fuori da Houston”, hanno marciato ieri vicino al luogo in cui un agente dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement) ha ucciso un uomo che si stava recando al lavoro.

I manifestanti, molti dei quali sventolavano bandiere messicane e portavano cartelli con le scritte “Solidarietà con gli immigrati” e “L’ICE si scioglie in Texas”, hanno anche ribadito le crescenti richieste di un’inchiesta indipendente sugli spari indirizzati martedì contro Lorenzo Salgado Araujo, 52 anni, cittadino messicano.

La manifestazione è iniziata nel tardo pomeriggio con alcune centinaia di persone riunite nel luogo in cui Salgado è stato ucciso, nell’East End di Houston, quartiere a forte presenza ispanica e operaia. Mentre i manifestanti marciavano verso un parco vicino, a circa un miglio di distanza, fischiando e scandendo “ICE fuori da Houston”, la folla è cresciuta fino a superare le 1.000 persone.

Verso il tramonto, i manifestanti si sono dispersi spontaneamente, anche se circa 100 persone sono tornate sul luogo della sparatoria per organizzare una solenne veglia a lume di candela.

L’uccisione di Salgado, un operaio edile che, secondo la famiglia, risiedeva a Houston da 35 anni ed era vicino a ottenere la residenza legale negli Stati Uniti, ha portato ad almeno sei il numero di persone uccise a colpi d’arma da fuoco nelle operazioni di contrasto all’immigrazione clandestina dal gennaio 2025, quando il presidente Donald Trump è tornato alla Casa Bianca e ha lanciato una campagna di deportazioni di massa.

Di recente, questa operazione di repressione ha acquisito nuovo slancio in diverse città del Paese, con agenti federali che la scorsa settimana hanno fermato in media 2.000 migranti al giorno a livello nazionale.

In una dichiarazione rilasciata martedì sera, l’ICE ha affermato che Salgado ha speronato con il suo furgone un veicolo dell’ICE, si è rifiutato di obbedire a diversi ordini verbali e ha tentato di investire un agente, il quale avrebbe quindi sparato per “autodifesa”.

Durante una conferenza stampa tenutasi mercoledì, il figlio di Salgado, Ronaldo, ha descritto il padre come un uomo pacifico che aveva “dedicato la sua vita negli Stati Uniti a realizzare il sogno americano per la sua famiglia”.

“È antiamericano usare la forza letale contro un essere umano e poi nascondere le prove”, ha dichiarato Roman Palomares, presidente della League of United Latin American Citizens, durante la conferenza stampa. “Per troppo tempo abbiamo assistito a una vera e propria caccia all’uomo contro i latinos e le comunità di colore, con il pretesto della sicurezza pubblica”. – Pagine Esteri