Hamas ha consegnato nel nord di Gaza alla Croce Rossa i primi sette dei 20 ostaggi israeliani vivi che si è impegnato a rilasciare questa mattina. Gli altri 13 ostaggi saranno consegnati dal movimento islamico nella zona centrale di Gaza e a Khan Yunis nel sud. I primi liberati sono stati portati alle postazioni militari israeliane all’interno della Striscia. Saranno poi portati a Reim, in Israele, dove potranno riunirsi dopo 738 giorni alle loro famiglie. Successivamente saranno trasferiti in elicottero in tre ospedali di Tel Aviv e Petah Tikva. A Tel Aviv migliaia di persone sono riunite in Piazza dei Rapiti e seguono, tra applausi e ovazioni, su grandi schermi le fasi del rilascio.
Grande attesa anche a Gaza e Cisgiordania dove migliaia di famiglie attendono, quando saranno rientrati in Israele tutti gli ostaggi, la scarcerazione di circa 2.000 prigionieri politici palestinesi, tra cui 250 condannati all’ergastolo (135 dei quali saranno portati a Gaza o mandati in esilio). Si è appreso che Hamas sta insistendo per il rilascio anche del dottor Husam Abu Safiye, il direttore dell’ospedale Kamal Adwan, una delle voci palestinesi più note di Gaza, arrestato da Israele lo scorso dicembre dopo un lungo assedio alla struttura medica.
Alle 9.20 (8.20 italiane) è previsto l’arrivo a Tel Aviv del presidente americano Donald Trump che parlerà alla Knesset, dove incontrerà alcune famiglie degli ostaggi, per poi ripartire verso Sharm El Sheikh dove parteciperà al vertice internazionale organizzato dall’Egitto.
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