Pagine Esteri (foto fermo immagine da YouTube)– Il presidente Isaac Herzog ha deciso di cancellare il periodo residuo di iscrizione nel casellario giudiziale di Elor Azaria, l’ex soldato condannato per aver ucciso dieci anni fa a Hebron (Cisgiordania) a sangue freddo il palestinese Abdel Fattah al-Sharif. La decisione non annulla la condanna pronunciata dal tribunale militare, ma anticipa la cancellazione del precedente penale, che in assenza del provvedimento sarebbe rimasto registrato fino al 2032. Azaria ora può avviare o riprendere qualsiasi attività personale e lavorativa come se non avesse mai ucciso al-Sharif.
La decisione di Herzog è stata accolta con grande sollievo da molti israeliani sui social. Poche le voci discordanti. Già dopo il suo arresto, Azaria ebbe il sostegno di buona parte dell’opinione pubblica israeliana. A centinaia manifestarono a suo favore fuori dal tribunale militare durante il processo.

La vicenda risale al 24 marzo 2016. A Hebron, Abdel Fattah al-Sharif e un altro palestinese tentarono con un coltello di colpire alcuni soldati israeliani. Al-Sharif venne fermato e raggiunto dagli spari dei militari. Rimase gravemente ferito a terra. Pochi minuti dopo, quando era inerte, Azaria, allora ventenne e militare della Brigata Kfir con compiti di paramedico, gli si avvicinò e gli sparò alla testa.
La scena dell’uccisione a sangue freddo fu ripresa da una videocamera e le immagini rapidamente fecero il giro del mondo. Mostrarono, inoltre, un colono israeliano di Hebron, Ofer Ohana, mentre spostava e avvicinava al corpo dell’ucciso il coltello usato durante il fallito attacco ai soldati allo scopo di accreditare una presunta “pericolosità potenziale” di al-Sharif .
Azaria fu condannato solo per omicidio colposo e non volontario, sebbene avesse sparato a sangue freddo ed evidente intenzione. La pena iniziale fu di appena 18 mesi di carcere, successivamente ridotta a 14 mesi. Nel 2018 l’ex soldato venne rilasciato dopo aver scontato solo nove mesi. Tra coloro che si schierarono subito a favore di una grazia ci fu anche Benjamin Netanyahu. Il primo ministro espresse solidarietà alla famiglia del soldato e sostenne pubblicamente l’ipotesi della grazia.

Dieci anni dopo, la richiesta di cancellazione del precedente è stata sostenuta dal ministro della Difesa Israel Katz. Lo scorso luglio Katz ha presentato a Herzog una raccomandazione favorevole, sostenendo che Azaria aveva scontato la pena e che, trascorso un decennio, “avrebbe dovuto avere la possibilità di ricostruire la propria vita”. La richiesta riguardava formalmente la riduzione del periodo necessario alla cancellazione del precedente penale, non una revisione della sentenza.
La decisione di “pulire” la fedina penale di Azaria è l’ultimo atto di una vicenda che per molti dimostra come il sistema giudiziario israeliano sia a dir poco tollerante nei confronti dei soldati che uccidono palestinesi.