Pagine Esteri – Nelle ultime settimane l’Ucraina ha intensificato gli attacchi a medio e lungo raggio contro gli impianti industriali in Russia e nei territori ucraini occupati, concentrandosi principalmente sul settore petrolifero. Secondo le stime più pessimistiche, citate da Reuters, la capacità di raffinazione degli impianti russi è passata da 6 milioni di barili al giorno nel 2021 ai 700mila attuali. Secondo il sito indipendente russo Meduza, gli ucraini hanno danneggiato 12 delle 14 principali raffinerie esistenti nella Federazione.

Domenica il presidente russo ha riconosciuto esplicitamente che i continui attacchi ucraini ai depositi di carburante hanno creato un serio problema di approvvigionamento in alcune regioni, annunciando l’istituzione di una task force specifica allo scopo di garantire che livelli sufficienti di combustibili siano garantiti in tutta la Federazione.
Intervenendo ad una riunione di alti funzionari, Vladimir Putin ha incitato la macchina statale a mobilitarsi per ridurre al minimo gli effetti degli attacchi dei droni ucraini contro gli impianti petroliferi russi, ha chiesto l’adozione di misure per garantire l’approvvigionamento del settore agricolo ed ha affermato che sta valutando un divieto di esportazione del gasolio che era invece stato categoricamente escluso nei giorni precedenti dai responsabili del settore.

«Siete consapevoli – ha detto il presidente russo ai funzionari riuniti – che i problemi per gli automobilisti e le imprese persistono. Purtroppo, ci sono ancora code ai distributori di benzina».
In particolare la carenza di carburante è stata registrata in Crimea, nella Russia meridionale, in Siberia e anche nella capitale Mosca, che in precedenza non aveva accusato il colpo.
In quasi tutto il paese sono stati già introdotti dei limiti massimi alla quantità di carburante che i privati possono acquistare. A Mosca, dove per ora non sono state imposte limitazioni, i residenti hanno comunque segnalato ai media diversi distributori chiusi ed un aumento medio del prezzo della benzina e del gasolio del 10%.
La situazione più grave si registra in Crimea, dove le autorità locali hanno sospeso la vendita di carburante agli automobilisti privati, ridotto l’orario di lavoro e diminuito gli orari di funzionamento dei trasporti pubblici e dei caffè.

Ai sabotaggi ucraini, che stanno creando stanchezza e sconcerto tra la popolazione russa, l’esercito della Federazione risponde incrementando gli attacchi contro le città ucraine e la pressione militare contro il Donbass.

Secondo Kiev, nelle ultime 24 ore gli attacchi russi contro le città ucraine hanno provocato 15 vittime civili. Un attacco missilistico nella città sudorientale di Dnipro ha causato la morte di sei persone e il ferimento di altre 29. Il governatore regionale Oleksandr Hanzha ha informato che ad essere colpite sono state un’attività commerciale, una scuola, varie abitazioni private e automobili.
A Zaporizhzhia, città situata più a sud-est, un attacco di droni russi contro un minibus ha causato la morte di due uomini e una donna e il ferimento di otto persone, tra cui un bambino di 7 anni.
Invece a Kharkiv, la seconda città più grande dell’Ucraina, nel nord-est del paese, una bomba planante ha ucciso una donna di 23 anni e ferito 10 persone.

Anche se i progressi territoriali portati a casa da Mosca lungo i 1200 km del fronte negli ultimi mesi si sono fortemente ridotti, in Donbass le truppe russe continuano lentamente ad avanzare verso Kostiantynivka, una roccaforte chiave nella “cintura delle fortezze” dell’Ucraina orientale.
Alcuni ufficiali ucraini hanno ammesso nei giorni scorsi che piccoli gruppi di soldati russi si sono infiltrati nella periferia della città, che prima dell’invasione aveva 70 mila abitanti, ormai ridotti a duemila.

Kostiantynivka è il più meridionale dei quattro insediamenti chiave che formano una linea difensiva fondamentale per gli sforzi dell’Ucraina diretti a mantenere il controllo di ciò che rimane della regione fortemente industrializzata del Donetsk.
Secondo gli analisti, la spinta in questa direzione sottolinea il persistente vantaggio di Mosca in termini di uomini disponibili.
Anche se gli attacchi con droni a medio raggio ucraini contro le infrastrutture logistiche russe e le linee di rifornimento hanno indebolito le capacità di combattimento delle truppe di Mosca, non sono comunque riusciti a costringerle a sospendere l’offensiva.

Una eventuale occupazione di Kostiantynivka potrebbe fornire alle forze russe un punto d’appoggio da cui avanzare verso nord lungo la fascia costiera. Nel frattempo le truppe di Mosca stanno lentamente avanzando anche verso l’estremità settentrionale della cintura fortificata, minacciando le città di Sloviansk e Kramatorsk con frequenti attacchi aerei e con droni. – Pagine Esteri