Pagine Esteri – Khalil al Hayya è il nuovo capo dell’ufficio politico di Hamas e leader del movimento islamico palestinese. La sua elezione, annunciata ieri, chiude la lunga successione a Yahya Sinwar, ucciso da Israele nell’ottobre 2024, e indica chiaramente la direzione che Hamas intende seguire in una delle fasi più difficili della sua storia.
Sessantasei anni, originario di Gaza, già responsabile del team negoziale nei colloqui indiretti con Israele e presidente ad interim dell’ufficio politico, Al Hayya, cresciuto per anni all’ombra della struttura del movimento, ha prevalso sul rivale Khaled Meshal con uno scarto minimo, 35 voti contro 34. Un risultato che racconta un movimento con un dibattito interno importante, che alla fine ha scelto la continuità. Entrambi i candidati erano sopravvissuti nel settembre 2025 a un tentativo di assassinio da parte di Israele mentre si trovavano in Qatar. Quattro figli di Al Hayya sono stati uccisi da Israele.
L’elezione è significativa sotto diversi aspetti. Anzitutto conferma il predominio della leadership nata e cresciuta nella Striscia di Gaza rispetto a quella esilio. Sebbene Al Hayya viva da tempo in Qatar, è considerato l’erede politico di Sinwar. Per anni è stato il suo stretto collaboratore nella Striscia e, dopo l’uccisione del leader Ismail Haniyeh a Teheran nel luglio 2024, aveva assunto anche il ruolo di numero due del movimento. Durante la guerra è stato il principale punto di raccordo tra la direzione politica e il comando militare, mantenendo i contatti con le Brigate Ezzedin al Qassam mentre guidava i negoziati indiretti con Israele.
Ismail Haniyeh
La vittoria di Al Hayya rappresenta quindi un voto a favore della linea di Sinwar. Hamas sceglie di affidarsi a chi conosce direttamente il fronte militare e la realtà di Gaza, ponendo in minoranza, seppur lieve, la linea di Meshal, ex capo dell’ufficio politico fino al 2017, favorevole a un approccio più pragmatico, orientato a limitare l’alleanza con l’Iran sciita e a rafforzare i rapporti con Paesi sunniti come Arabia Saudita e Turchia oltre al Qatar storico sponsor di Hamas.
La campagna elettorale, durata diversi mesi, si è svolta in circostanze eccezionali. L’annuncio del successore di Sinwar era atteso già durante il Ramadan, ma è stato rinviato più volte per effetto dell’attacco di Usa e Israele all’Iran e dell’incertezza sul futuro della Striscia. Il fatto stesso che Hamas sia riuscito a organizzare una competizione interna mentre continua a Gaza l’offensiva militare israeliana – il cessate il fuoco di fatto non esiste – dimostra che le sue strutture politiche sono ancora operative.
L’elezione di Al Hayya arriva inoltre in un momento cruciale. Da mesi Hamas è impegnato in trattative con i rappresentanti del Board of peace di Trump per definire il futuro assetto della Striscia. Sul tavolo vi sono il cessate il fuoco, la ricostruzione e soprattutto il nodo del governo di Gaza.
Secondo diverse fonti palestinesi, Al Hayya cercherà di mantenere la linea seguita finora dal movimento: rinunciare formalmente all’amministrazione diretta della Striscia per mantenere il controllo della sicurezza. Israele però pretende il disarmo totale di Hamas e lo scioglimento delle Brigate Ezzedin al Qassam e si prepara ad una nuova ampia offensiva militare oltre ad aver occupato una porzione di Gaza ampiamente superiore a quella indicata (53%) dall’accordo di tregua.
Un alto esponente palestinese in contatto con Hamas ha spiegato in una intervista che la vittoria di Al Hayya rappresenta un messaggio preciso: il movimento non intende fare concessioni che possano essere interpretate come una resa alle pressioni israeliane e internazionali. La scelta del nuovo leader rafforza quindi la componente più favorevole alla prosecuzione della lotta armata e al mantenimento dell’alleanza strategica con l’Iran, senza rinunciare ai rapporti con Qatar e Turchia.
La situazione comunque è in evoluzione. Anche all’interno del movimento non si esclude che la scelta di Al Hayya possa avere carattere transitorio, in attesa che il nuovo quadro politico e regionale si definisca. Per il momento il messaggio uscito dalle urne interne è inequivocabile. Hamas ha scelto di non cambiare rotta.