I partecipanti alla Global Sumud Flottiglia intercettata da Israele in acque internazionali sono stati portati al porto di Ashdod e incarcerati in Israele contro la loro volontà. A comunicarlo è il centro Adalah che assiste i detenuti.
“A seguito dell’intercettazione illegale da parte delle forze militari israeliane della Freedom Flotilla Coalition (FFC) e della Global Sumud Flotilla (GSF) in acque internazionali, i partecipanti a bordo, tra cui attivisti internazionali per la solidarietà, difensori dei diritti umani e volontari medici, sono stati condotti al porto israeliano di Ashdod”, scrive Adalah.
“Salpati verso Gaza per consegnare aiuti umanitari e contestare il blocco illegale della Striscia, questi civili sono stati rapiti con la forza in acque internazionali e portati in territorio israeliano contro la loro volontà. Dopo un periodo iniziale in cui le informazioni riguardanti la loro ubicazione, il loro status legale e le loro condizioni fisiche sono state fortemente limitate”, affermano gli avvocati di Adalah che hanno ottenuto l’accesso al porto di Ashdod per condurre consultazioni legali.
Adalah ribadisce con forza che “l’intercettazione militare di navi civili in acque internazionali, il trasferimento forzato di cittadini stranieri in territorio israeliano contro la loro volontà e il diniego di un passaggio sicuro per la consegna di aiuti umanitari a una popolazione sottoposta a blocco costituiscono gravi violazioni del diritto internazionale. Tali atti rappresentano una diretta estensione delle politiche israeliane di punizione collettiva e di affamamento dei palestinesi a Gaza. Il team legale contesterà la legalità di tali detenzioni e chiederà l’immediato rilascio di tutti i partecipanti alla flottiglia”.