Il Tribunale israeliano di Beer Sheva ha respinto oggi il ricorso presentato dal centro per i diritti umani Adalah contro la detenzione degli attivisti della Global Sumud Flotilla (GSF), Thiago Ávila e Saif Abu Keshek. La corte ha confermato la decisione dei giudici di primo grado di prorogare la loro detenzione fino a domenica 10 maggio.
Adalah sostiene che tale decisione sia illegittima e irragionevole. Il tribunale, aggiunge, non ha affrontato la fondamentale mancanza di autorità legale dello Stato per effettuare un arresto – che di fatto equivale a un sequestro – in acque internazionali. Gli attivisti sono stati rapiti da un’imbarcazione battente bandiera italiana e quindi soggetti alla giurisdizione italiana. L’operazione costituisce una chiara violazione della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, che stabilisce che solo lo Stato di bandiera può ordinare l’arresto o la detenzione di una nave, anche a fini investigativi.
Il Tribunale di Beer Sheva si è basato su presunte “prove segrete”, alle quali la difesa non ha avuto accesso e che non ha potuto contestare. Inoltre, il tribunale non ha affrontato l’argomentazione del team legale secondo cui tutte le informazioni fornite dagli attivisti durante gli interrogatori da parte dell’agenzia di intelligence Shabak (ISA) e della polizia israeliana, che si sono concentrati principalmente sulla GSF, sono trasparenti e già disponibili pubblicamente online. Tutto ciò, aggiunge Adalah, si inserisce in un più ampio tentativo dello Stato di Israele di criminalizzare gli atti di solidarietà e di aiuto umanitario al popolo palestinese di Gaza.
Entrambi gli attivisti sono in sciopero della fame da quasi una settimana, quando sono stati rapiti dalla marina israeliana. Saif Abu Keshek ha intensificato lo sciopero e si rifiuta anche di bere acqua. Continuano a essere tenuti in totale isolamento..
Adalah chiede il loro immediato rilascio.
LEGGI L’ARTICOLO PRECEDENTE
4 Maggio
A seguito della visita alla prigione israeliana di Shikma da parte degli avvocati Hadeel Abu Salih e Lubna Tuma, il centro per i diritti umani Adalah lancia l’allarme sugli abusi psicologici e i maltrattamenti subiti dagli attivisti della Global Sumud Flotilla (Gsf) Thiago Ávila e Saif Abu Keshek. Entrambi sono in sciopero della fame (bevono solo acqua) per protestare contro il loro sequestro da parte della Marina israeliana avvenuto in acque internazionali, mentre erano impegnati in una missione umanitaria diretta a Gaza.
Thiago Ávila ha riferito di essere stato sottoposto a ripetuti interrogatori della durata di otto ore. Gli inquirenti, ha detto agli avvocati, lo hanno esplicitamente minacciato, affermando che sarebbe stato “ucciso” o avrebbe “trascorso 100 anni in prigione”. Entrambi gli attivisti sono detenuti in totale isolamento. Le loro celle sono tenute costantemente sotto una luce intensa 24 ore su 24, una pratica abituale del Servizio Penitenziario Israeliano (IPS) ideata per indurre privazione del sonno e disorientamento sensoriale. Inoltre, Thiago ha riferito di essere tenuto in una cella con temperature estremamente basse.
Entrambi sono bendati quando vengono spostati fuori dalle loro celle, anche durante le visite mediche. Adalah sottolinea che bendare un detenuto ammalato durante una visita medica è una grave violazione degli standard etici medici.
Gran parte dell’interrogatorio, hanno riferito i due attivisti, si è concentrato sulla Global Sumud Flotilla, una missione umanitaria pacifica, il che, sottolinea Adalah, conferma che la detenzione a cui sono sottoposti è un tentativo di criminalizzare gli aiuti umanitari e la solidarietà.
Gli avvocati di Adalah attendono di sapere se le autorità israeliane domani, martedì 5 maggio, richiederanno un ulteriore prolungamento della detenzione. Adalah chiede il loro rilascio immediato e incondizionato e la fine di questi procedimenti illegali.