L’Europa del riarmo compie un altro passo verso est. Emmanuel Macron ha accettato di aprire negoziati per includere la Lettonia nell’iniziativa francese di deterrenza nucleare e ha promesso contemporaneamente di rafforzare la presenza militare di Parigi nel Paese baltico, soprattutto nella difesa aerea. Lo ha annunciato il primo ministro lettone Andris Kulbergs.
La Lettonia diventerebbe uno dei Paesi coinvolti nel tentativo francese di costruire una dimensione europea intorno all’arsenale atomico di Parigi. Il controllo delle armi rimarrebbe francese, ma gli alleati potrebbero essere integrati nella pianificazione, nelle esercitazioni e nelle strutture necessarie alla deterrenza. Tra le ipotesi discusse da Macron nei mesi scorsi c’è anche il dispiegamento temporaneo di aerei francesi dotati di capacità nucleare nei Paesi partner.
La Francia è l’unico Stato dell’Unione europea a possedere armi atomiche. Dispone di un arsenale di circa 300 testate e Macron ha annunciato a marzo che, per la prima volta dal 1992, il loro numero aumenterà.
La svolta viene presentata come risposta alla guerra in Ucraina, ma anche alla crescente incertezza sull’impegno statunitense in Europa. L’amministrazione Trump continua a pretendere che gli alleati aumentino i costi militari e ha più volte lasciato aperta la possibilità di ridurre le truppe americane nel continente. Parallelamente i Paesi Nato hanno avviato programmi di riarmo che stanno assorbendo quote sempre maggiori dei bilanci pubblici a danno della spesa sociale e dei servizi per la popolazione.
L’allargamento della deterrenza nucleare francese modifica il carattere stesso della sicurezza europea: la risposta alla riduzione dell’affidabilità dell’ombrello statunitense non è un sistema di sicurezza collettiva meno dipendente dalle armi atomiche, ma la costruzione di un secondo ombrello nucleare.
La Lettonia ha già accelerato fortemente il proprio riarmo convenzionale. Riga ha programmato 28,3 milioni di euro tra il 2026 e il 2028 soltanto per l’acquisto di mine, finanziate anche attraverso il programma europeo SAFE. Il negoziato con Parigi contiene inoltre un elemento politico meno pubblicizzato. L’annuncio è arrivato dopo che Riga ha accettato di astenersi sull’accordo europeo che ha cancellato dalle liste delle sanzioni due miliardari russi, Alisher Usmanov e Mikhail Fridman, prorogando per tre anni le misure contro circa tremila altri individui ed entità. La Lettonia si era inizialmente opposta alla loro rimozione. Kulbergs ha raccontato che la pressione francese era stata “fortissima e inflessibile fino all’ultimo minuto”. Riga, ha spiegato, si era trovata davanti alla possibilità che il mancato compromesso facesse saltare l’intero pacchetto delle sanzioni. Pochi giorni dopo la rinuncia lettone al veto, Macron ha aperto la porta alla deterrenza nucleare e a una maggiore presenza militare francese sul Baltico.