Pagine Esteri (foto fermo immagine da YouTube) – La Corte Suprema israeliana ha respinto il ricorso presentato dal dottor Hussam Abu Safiya – direttore sanitario dell’ospedale Kamal Adwan di Gaza arrestato a fine 2024 dall’esercito israeliano – contro la proroga della sua detenzione, stabilendo che rimarrà in custodia cautelare ai sensi della Legge sui Combattenti Illegittimi, senza che gli vengano contestate accuse penali.

Secondo le informazioni fornite a Medici per i Diritti Umani (PHRI) dall’avvocato Nasser Odeh, Abu Safiya si trova ancora in isolamento nel carcere di Nafha e continuerebbe a vedersi negare le cure mediche necessarie, nonostante il peggioramento delle sue condizioni di salute.
Naji Abbas, direttore del Dipartimento per i prigionieri e i detenuti di Medici per i diritti umani definisce il rigetto dell’appello di Abu Safiya e la sua continua detenzione senza accusa “un profondo fallimento morale e legale”. Secondo Abbas, “invece di sostenere i principi fondamentali dello stato di diritto e del giusto processo, il tribunale ha avallato la detenzione a tempo indeterminato di un direttore ospedaliero che rimane in isolamento mentre soffre di patologie per le quali non riceve cure adeguate”. Il messaggio inviato da questa decisione è inequivocabile, afferma Abbas, un professionista sanitario può essere privato della libertà a tempo indeterminato senza essere accusato e senza che le autorità presentino prove contro di lui in tribunale.

Israele informalmente ha fatto sapere di ritenere Abu Safiya un “membro” di Hamas a Gaza, ma ad oggi non ha prodotto alcuna prova concreta a sostegno di una attività organica del medico palestinese nel movimento islamico. I palestinesi sostengono che Abu Safiya sta pagando l’attività di comunicazione costante con i media internazionali svolta durante le settimane in cui il suo ospedale venne circondato dalle forze armate israeliane.
I centri per i diritti umani denunciano che il caso del dottor Abu Safiya non è isolato. Illustra come i procedimenti di revisione giudiziaria per i detenuti palestinesi provenienti da Gaza siano diventati “poco più che una formalità procedurale”. Ogni mese si tengono centinaia di udienze di revisione delle custodie cautelari a lungo termine che però non hanno portato a una reale riconsiderazione o revoca della detenzione senza processo e accuse formali. Pagine Esteri