Questa mattina i primi cortei partiranno da Arras e Marsiglia. Nel pomeriggio toccherà a Parigi. In mezzo, oltre 170 manifestazioni distribuite in tutta la Francia, scuole chiuse o a funzionamento ridotto, ospedali e amministrazioni con personale in sciopero e migliaia di pompieri attesi nella capitale. Le otto organizzazioni che rappresentano la funzione pubblica – CGT, CFDT, FO, UNSA, FSU, Solidaires, CFE-CGC e FA-FP – arrivano unite allo sciopero nazionale del 29 settembre. Chiedono aumenti salariali, assunzioni e maggiori risorse per i servizi pubblici. Soprattutto contestano il nuovo congelamento del parametro sul quale viene calcolata la retribuzione di milioni di dipendenti dello Stato.
Il primo ministro Sébastien Lecornu ha già annunciato che il congelamento degli stipendi dovrebbe produrre circa due miliardi di euro di risparmi. La CGT denuncia che dal 2017 i dipendenti pubblici avrebbero perso oltre il 16% del proprio potere d’acquisto per effetto dei ripetuti blocchi dell’indice di riferimento delle retribuzioni pubbliche e dell’inflazione. Nelle scuole elementari il Snuipp-FSU prevede oggi circa il 40% di adesioni. Tra cinquemila e diecimila pompieri sono attesi a Parigi, dopo un’estate segnata da incendi eccezionali.
Il conflitto salariale si svolge dentro una battaglia molto più grande sulla destinazione delle risorse pubbliche. La Francia ha infatti un debito elevato e costi di finanziamento in aumento. Il rendimento dei titoli decennali ha raggiunto il 4,7%, il livello più alto dalla crisi finanziaria del 2008. Il governatore della Banque de France, Emmanuel Moulin, ha avvertito che Parigi non può aspettarsi che la Banca centrale europea risolva il problema e ha chiesto un bilancio capace di ridurre deficit e spesa. La CGT ricorda che le spese militari ingoiano 415 miliardi di euro e che altri 36 miliardi sono stati aggiunti per accelerare il riarmo. Nello stesso periodo sono stati congelati o cancellati miliardi di crediti destinati ai servizi pubblici e alla protezione sociale.
Il riarmo viene finanziato dentro gli stessi bilanci nazionali dai quali dipendono ospedali, scuole, trasporti, salari e welfare, e non è servito presentare i tagli sociali come necessità tecnica e l’aumento della spesa militare come necessità strategica. L’aumento del petrolio complica ulteriormente il quadro. Il diesel ha raggiunto livelli record e il governo ha stanziato altri 450 milioni di euro per allargare gli aiuti a pendolari a basso reddito, infermieri, lavoratori dell’assistenza domiciliare, pescatori e agricoltori. Lo sciopero di oggi tenta di far sentire al governo la pressione prima che il bilancio venga formalmente presentato. A Parigi i pompieri partiranno da Place d’Italie verso Bastille; il corteo generale muoverà alle 14 da République verso Nation. Il progetto di legge finanziaria arriverà in Consiglio dei ministri giovedì. Pagine Esteri