Il governo della Repubblica democratica del Congo (Rdc) ha istituito una guardia mineraria per proteggere i siti minerari del paese e le catene di approvvigionamento dei minerali.
Attraverso la costituzione del nuovo organismo paramilitare il principale produttore mondiale di cobalto del continente cerca di arginare il contrabbando e di rafforzare la fiducia degli investitori. Lo ha annunciato l’Ispettorato generale delle miniere (Igm) in un comunicato, precisando che il programma sarà finanziato con un budget di 100 milioni di dollari nell’ambito di partenariati strategici con gli Stati Uniti e gli Emirati Arabi Uniti.
La nuova unità verrà gradualmente dispiegata nelle regioni minerarie del paese e si prevede che raggiungerà i 20 mila effettivi entro la fine del 2028.
Un primo contingente, composto da un numero di membri compreso tra 2.500 e 3 mila, dovrebbe essere operativo già a partire dal prossimo dicembre, dopo il reclutamento e i sei mesi di addestramento previsti, assicurati dalle forze armate.
Nell’ambito della partnership mineraria tra Rdc e Stati Uniti, Virtus ha acquisito la società mineraria di rame e cobalto Chemaf, mentre altre aziende occidentali hanno espresso interesse per le attività minerarie, anche in aree controllate dai ribelli dove l’insicurezza ha precedentemente interrotto le operazioni.
La guardia mineraria si occuperà, in particolare, dei compiti di sicurezza attualmente svolti dalle forze armate. Il suo mandato comprenderà la messa in sicurezza dei siti minerari, la scorta dei carichi di minerali dalle aree di estrazione agli impianti di lavorazione e ai posti di frontiera, nonché la protezione degli investimenti.
La Rdc, secondo produttore mondiale di rame e con importanti riserve di litio, coltan e oro, sta combattendo una ribellione sostenuta dal Ruanda nella sua regione orientale ricca di minerali, che ha causato migliaia di morti e centinaia di migliaia di sfollati. L’anno scorso Kinshasa ha firmato un accordo di partenariato con gli Stati Uniti nel settore minerario per rafforzare le catene di approvvigionamento e la sicurezza, mentre Washington cerca di ridurre il predominio cinese nei minerali critici.