Pagine Esteri – La pubblicità online come strumento di sorveglianza di massa, capace non soltanto di identificare e seguire gli utenti, ma anche di agevolare l’intrusione nei loro dispositivi. È quanto emerge da due indagini pubblicate il 15 ottobre da Citizen Lab, gruppo di ricerca dell’Università di Toronto specializzato nelle minacce informatiche, e Confiant, società statunitense che si occupa di sicurezza pubblicitaria. Al centro delle rivelazioni c’è Discover-Tech, un’agenzia israeliana che, secondo i ricercatori, avrebbe sfruttato la rete globale degli annunci digitali per condurre operazioni di sorveglianza e facilitare attacchi informatici mirati.

La portata del fenomeno è considerevole. Secondo Citizen Lab, le inserzioni riconducibili alla società sono comparse su oltre 120.000 siti web e 75.000 applicazioni. Confiant stima che la rete pubblicitaria di Discover-Tech possa aver raggiunto centinaia di milioni di persone in tutto il mondo, con un volume di almeno dieci milioni di annunci al giorno.

Il meccanismo è particolarmente insidioso perché non richiede necessariamente che la vittima clicchi su un collegamento o scarichi un file sospetto. In alcuni casi, è sufficiente che l’annuncio venga caricato sul sito visitato o nell’applicazione utilizzata. Dietro pubblicità apparentemente innocue, dedicate per esempio a telefoni cellulari o auricolari, si nasconderebbero sistemi capaci di raccogliere informazioni sugli utenti, identificarli e, quando selezionati come obiettivi, favorire la compromissione dei loro dispositivi.

La tecnica sfrutta le infrastrutture della pubblicità programmatica, il sistema attraverso il quale gli annunci vengono acquistati e distribuiti automaticamente sulla base dei profili degli utenti. I ricercatori hanno individuato anche meccanismi di condivisione dei dati, noti come cookie matching, che permettono di collegare informazioni raccolte da soggetti diversi e seguire le persone anche al di fuori dei siti sui quali compaiono le inserzioni della società israeliana.

Secondo le indagini, Discover-Tech avrebbe così offerto un punto d’accesso a un sistema di sorveglianza che si appoggia a infrastrutture commerciali diffuse in tutto il mondo, rendendo meno evidente la distinzione tra pubblicità, raccolta di dati personali e operazioni di intelligence.

L’aspetto più preoccupante riguarda il possibile impiego di questa infrastruttura per distribuire spyware sviluppati da società specializzate nella sorveglianza informatica. Tra queste figura Candiru, azienda israeliana inserita nel 2021 nella lista nera del Dipartimento del Commercio statunitense, che l’aveva accusata di fornire strumenti utilizzati per colpire funzionari governativi, giornalisti, attivisti e accademici.

Citizen Lab sostiene di aver raccolto prove che collegano il sistema pubblicitario di Discover-Tech alla compromissione di almeno 45 dispositivi Windows utilizzati da dipendenti e collaboratori dell’emittente qatariota Al Jazeera tra il 2024 e il 2025. Il gruppo di ricerca afferma di aver potuto verificare gli attacchi grazie ai registri informatici messi a disposizione dalla stessa organizzazione giornalistica.

Al Jazeera ha condannato gli attacchi contro i propri dipendenti e ha dichiarato di stare adottando misure per proteggere il personale e i sistemi informatici, chiedendo che i responsabili siano chiamati a risponderne.

I ricercatori hanno inoltre rilevato la presenza degli annunci riconducibili alla società israeliana in reti considerate particolarmente sensibili, tra cui quelle del Pentagono, della Nato, della Commissione europea, delle Nazioni Unite e della Corte penale internazionale. Le inserzioni sarebbero apparse anche in ambienti legati all’industria dei semiconduttori e in organizzazioni pubbliche e private di diversi Paesi. La presenza degli annunci in queste reti, tuttavia, non dimostra di per sé che tutti i soggetti coinvolti siano stati infettati o spiati con successo.

Un elemento che suscita particolare allarme riguarda i Territori palestinesi occupati. Secondo Jerome Dangu, cofondatore di Confiant, la presenza degli annunci di Discover-Tech sarebbe stata particolarmente capillare in quest’area geografica. Una diffusione così estesa potrebbe consentire di ottenere una visibilità significativa sulle attività digitali della popolazione, anche se resta da stabilire in quale misura le informazioni raccolte siano state effettivamente utilizzate per operazioni di sorveglianza mirata.

Le rivelazioni hanno già prodotto conseguenze commerciali. Google ha dichiarato di aver collaborato con Citizen Lab e Confiant e di aver escluso Discover-Tech dalle proprie piattaforme pubblicitarie per violazioni sistematiche delle regole. Anche Beeswax, società tecnologica pubblicitaria controllata da Comcast, ha interrotto i rapporti con l’agenzia israeliana. IAB Europe, l’associazione europea del settore, ha sospeso Discover-Tech dal proprio elenco di fornitori riconosciuti dopo aver individuato violazioni delle proprie norme. Yandex non ha risposto alle richieste di commento di Reuters.

Discover-Tech, fondata nel 2020, non ha risposto alle richieste di chiarimenti inviate attraverso i suoi canali di contatto. Neppure i tentativi dell’agenzia Reuters di raggiungere l’amministratore delegato Dekel Boni e i proprietari di Candiru hanno ottenuto risposta.