Pagine Esteri – Il Ministero dell’Interno della Romania ha annunciato nei giorni scorsi un investimento di 6,6 miliardi di euro per l’acquisizione di equipaggiamenti civili e militari, finanziato attraverso il programma SAFE dell’Unione Europea. Il governo di Bucarest ha formalizzato la firma di cinque contratti multimiliardari con l’obiettivo di “rafforzare immediatamente la capacità operativa del Paese in situazioni di crisi”. Questo nuovo stanziamento di bilancio giunge in un momento di crescente tensione con la Russia, a seguito dell’impatto di un drone contro un edificio residenziale nella città romena di Costanza, avvenuto il 29 giugno e che ha ferito due persone. Bucarest, insieme a Bruxelles, ha accusato direttamente Mosca di esserne responsabile ma dopo poche ore il governo ucraino ha rivelato che si trattava di un suo ordigno teleguidato finito fuori rotta.
La fornitura di equipaggiamento comprende, tra le altre cose, 110 veicoli specializzati per il trasporto di soldati e feriti, cinque unità mobili di terapia intensiva specificamente progettate per il trasporto di pazienti infetti, un treno militare, due imbarcazioni e due unità mobili. Il governo di Bucarest ha sottolineato che queste risorse “non solo ottimizzeranno la risposta umanitaria e la protezione dei beni” all’interno dei suoi confini, ma saranno anche “pienamente disponibili per le missioni internazionali”.
Questo stanziamento rientra in un fondo globale di 150 miliardi di euro distribuito tra 19 paesi dell’Unione europea. Negli ultimi mesi, la Commissione europea ha approvato le richieste di prestito per l’acquisto congiunto di equipaggiamento militare presentate da 18 degli Stati membri partecipanti, e solo il piano presentato dal governo ungherese è ancora in attesa di approvazione.
Sempre nei giorni scorsi anche la cancelliera dello Scacchiere britannica, la laburista Rachel Reeves, ha annunciato l’intenzione di aumentare le tasse per sostenere la crescita della spesa per la difesa, escludendo invece un maggiore ricorso al debito pubblico, ormai vicino ai 3.000 miliardi di sterline. Intervenendo a una conferenza organizzata dalla società finanziaria Peel Hunt, Reeves ha affermato che «dovremo spendere di più per la difesa», sottolineando che «quei soldi devono arrivare da qualche parte e il debito non può sempre essere la risposta».
La ministra ha sostenuto che, «nonostante il peso di tasse più elevate», questa opzione sarebbe preferibile a un aumento dell’indebitamento, che rischierebbe di far salire i tassi d’interesse nel Regno Unito. Le dichiarazioni arrivano mentre il governo cerca di finanziare il ritardato Piano di investimenti per la difesa, atteso nei prossimi giorni prima del vertice Nato di luglio.
Secondo indiscrezioni, Downing Street punta a reperire 15 miliardi di sterline (17,3 miliardi di euro) aggiuntivi nei prossimi quattro anni, una cifra di poco inferiore ai 28 miliardi di sterline chiesti dai vertici militari. Reeves ha avvertito che una spesa militare superiore al 2,6% del Pil potrebbe comportare sacrifici in altri settori, inclusi gli aiuti per l’acquisto della prima casa. – Pagine Esteri