Lo scrigno di Feliciello

16,00 13,60

Autore: Pasquale Cominale
ISBN: 9788897033622
Prezzo di copertina: 16,00 Euro
Anno: 2019

Il libro

Amici cari miei, miei cari amici, amici visionari e benedetti, colorate, colorate da per tutto: colorate gli intonaci, i muri, i focolari e le case; colorate le aperture, i baluardi, i cuori, i baci e gli sguardi.

L'autore

Pasquale Cominale (autore testo) è nato nel 1954 a Cascàno (Caserta), ove abita. Ha pubblicato le raccolte poetiche: Cristalli, 1973; Il ritorno, 1977, Premio “Casa Hirta”; Fuochi di marzo, 1990, Premio “La Fonte”; Un filo di parole, 2011; La pesa del cuore. Poesie 1970-2012, 2013; I passi sulla pietra, 2014; e, in prosa, Atha Wulf il Magnifico, 2010. Ha curato, tra l’altro: Carte segrete, poesie postume di Fulvio Nuvolone, 1984; Nella zona inquieta, antologia poetica di Elio Filippo Accrocca, 1994; Innamerica – Le lettere degli emigrati di Sessa Aurunca ai loro familiari (1917-1941), 2009., insegnante di scuola primaria, ha lavorato come assistente museale al Palazzo Reale di Caserta per circa due anni.

Andrea Martone (autore illustrazioni) è nato nel 1948 a Capodrise (Caserta), dove vive e opera. Scultore, pittore, grafico, ha al suo attivo una lunga carriera artistica, segnata da decine di mostre personali, in Italia e all’estero, e dalla realizzazione di numerose importanti opere pubbliche, religiose e civili. La sua attività è documentata in cataloghi e prestigiose pubblicazioni d’arte. 

Descrizione

Lo scrigno di Feliciello

Lo spunto trae origine da Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile, che, nel racconto intitolato “Lo mercante”, immagina, nei pressi di Cascàno – un casale di Sessa Aurunca, in provincia di Caserta –, la presenza di tre “papute”, tre diavoletti… Centinaia di anni dopo, ne “Lo scrigno di Feliciello”, Pasquale Cominale ridà loro la vita ed ecco che, fantasia aggiunta a fantasia, i tre spiritelli, ai giorni nostri ancora stanno nella Terra aurunca: mentre, però, due fratelli sono rimasti, né soli né sfaccendati, ma in verità “co’ ʼo core dinto ʼo zuccaro”, nella casa di Cascàno, il terzo, Feliciello, sopraffatto dalla noia, un assolato pomeriggio, “superate le case di Gusti e quelle di San Felice, avanzando – lentamente e a fatica! – tra petraie, dirupi ed alture, tra erbacce, ortiche ed arbusti spinosi” giunge a Valogno, un piccolissimo borgo, dove “perfino il sole e la luna, stanchi di camminare per strade vuote”, con indifferenza illuminano e rischiarano “muri scrostati, finestre chiuse, portoni sbarrati.” Feliciello, che si vanta di essere un mazzamauriello [un “folletto, in forma d’uomo”, spiega il Vocabolario Treccani] “scortese, indisponente e molto dispettoso”, e, per giunta, maligno, perfido e malvagio, si stabilisce in casa di Dorabella Mosella e Giogiò Castaldo. E qui – dichiarato il suo amore per una “Terra fatata: Terra di miti e di leggende, di magia e di prodigi”, per una “Terra lieta: di sole, di mare e di fronde” –, tra dispetti e burle, tra idiozie ed invettive, tra lampi di saggezza, cronache sconclusionate e racconti inverosimili, il “tenero” (sic!) folletto cambia, in pochi giorni, la vita dei due “sognatori” ed il destino del paese…

Informazioni aggiuntive

Passioni

Ama i racconti

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