E’ online il nuovo libro di Osvaldo Frasari. L’autore, nato il 16 giugno 1987, ha conseguito la laurea magistrale in Filologia Moderna e collaborato con la cattedra di Critica letteraria e Letterature comparate presso la Seconda Università degli Studi di Napoli. È impegnato come socio fondatore e presidente con l’associazione culturale “La Cruna”. Ha pubblicato i romanzi Senza Peso (2009), A come errore (2013), Domina in Somnia (2016) e la raccolta di scritti e poesie Muse Cattive (2014).

Il nuovo libro “LA PAROLA NOTA A TUTTI GLI UOMINI”  “È, precisamente, la trasformazione in forma dichiarativa di un’espressione che ricorre nel capolavoro di Joyce, l’Ulisse, in forma interrogativa, ovvero: qual è la parola nota a tutti gli uomini? Come rispondere a questa domanda? Impossibile. – dice l’autore del libro – Ma del quesito ho colto tutto ciò che gravita intorno ad una possibile risposta, e per non cadere nell’errore di inventare altre gabbie linguistiche con le quali imporre a un lettore disarmato lo stigma di una parola, una soltanto, ineluttabile nella sua pretesa di significare, inflessibile come un chiodo piazzato in mezzo agli occhi, ho preferito, invece, sfidarne molte di più. Fare a pugni con le ipotesi, mettendo in dubbio ogni cosa.

Perché questa scelta del titolo? L’autore risponde così:
«Potrei dire che, in un certo senso, sia stato il titolo a scegliere me. Il quesito joyceiano tormentava la mia testa con tutto il suo peso esistenziale, con tutta la sua sconfinata pretesa di aggirare i confini dello spazio e piegare i cardini del tempo, ma in qualche modo ho sentito l’urgenza di imbrigliare qualcosa che dovesse fare i conti con quella domanda, con quella materia misteriosa che tutti noi abbiamo dentro e con la quale siamo in relazione continua, ora in modo conflittuale, con paura, ora con armonia o addirittura entusiasmo. Per cui non ho voluto, ammesso mi fosse stato realmente possibile, rinunciare a questa occasione di ricerca profonda. Come strumenti a vantaggio dell’impresa, ho potuto disporre di queste due cose: la scrittura e il tempo; per una servirebbe un’abilità che ancora inseguo, un talento che mi sforzo di costruire ogni giorno – conscio anche che sentirsi davvero pronti è puntualmente impossibile – valga, per cui, questo romanzo in forma di lunga lettera come tentativo che, se in parte impreciso, è nel suo complesso sicuramente onesto. E per l’altra, il tempo, che ho pensato di estendere almeno ad una vita: la mia (nella forma e nel concetto della narrazione). La scelta implica due ambiti falsamente separati: uno ha a che fare strettamente con me, l’altro mira verso l’esterno, abbraccia il tutto. Ma ecco, questo titolo è come una porta che può essere spinta e tirata allo stesso tempo. Per andare dove? Per uscire dal passato, entrare nel futuro, per uscire dal dolore, entrare nella gioia… Tutto è possibile se solo avessimo consapevolezza della nostra posizione».